Le eclissi di sole sono eventi rari, anche se non rarissimi, e succedono quando la Luna si mette tra la Terra e il Sole, andando di fatto a coprire la luce per qualche minuto. A livello visivo è uno spettacolo incredibile, però se la guardiamo dal punto di vista degli impianti solari la cosa cambia un pò.

Durante un eclissi la produzione di energia fotovoltaica cala improvvisamente, anche in modo abbastanza netto se l’eclissi è totale o quasi totale. I pannelli ricevono meno radiazione solare e quindi generano meno elettricità, è una cosa molto semplice in realtà. Però parliamo di un fenomeno che dura pochi minuti, massimo qualche ora considerando tutto il passaggio, quindi l’impatto complessivo sulla produzione annuale è praticamente irrilevante.

Il punto più delicato non è tanto la perdita di energia in se, ma la variazione rapida della potenza immessa in rete. Se in una zona ci sono tanti impianti fotovoltaici concentrati, un eclissi può creare un calo improvviso e poi una risalita altrettanto veloce. I gestori di rete devono tenerne conto, programmando altre fonti per compensare.

In sostanza l’eclissi fa effetto più mediatico che energetico. Sul lungo periodo il solare non ne risente quasi per niente, è più una curiosità tecnica che un vero problema.

 

Sette anni fa, le analisi stimarono perdite ritenute minime dagli esperti (comprese tra 5.5 GWh e 11 GWh per l’area occidentale al picco dell’eclissi), attese e di per sé e non tali da influenzare la stabilità della rete elettrica nordamericana. Non solo: quel crollo della produzione di energia elettrica da fotovoltaico osservato durante l’eclissi mostrava un andamento che poteva ricordare la caduta di produttività che si osserva nei giorni particolarmente nuvolosi, notavano gli esperti. Senza considerare che terminato l’evento la produttività tornava normale e che, ovviamente, quella solare non è certo l’unica fonte di energia, anzi. Quella da gas naturale e centrali idroelettriche sostenne i cali di produzione durante l’eclissi, facendo filare tutto liscio.

 

 

I precedenti dunque raccontano di cali reali, sebbene ben gestiti grazie alle previsioni, e non ci sono motivi per credere che questa volta dovrebbe andare diversamente, malgrado esistano più impianti fotovoltaici. Come di consueto - a prescindere o meno dall’eclissi - i diversi operatori per la gestione dell’energia elettrica stanno conducendo previsioni per stimare l’impatto dell’eclissi sui vari impianti afferenti alle diverse reti in funzione del percorso dell’eclissi stessa. Alcuni hanno condiviso piani dettagliati su quello che ci si aspetta e su come intendono rispondere alle ore di buio e semibuio (in totale l’eclissi durerà circa 5 ore, ma solo pochi minuti per le zone interessate dalla totalità), ricorrendo a fonti alternative e batterie. Altri si limitano ad assicurare la stabilità della fornitura durante e dopo l’eclissi, quando la luce (meteo) permettendo tornerà ad alimentare i pannelli.